Celebrato il giubileo dei nonni e delle persone anziane. L’Arcivescovo: «La vecchiaia è un tempo benedetto da Dio, è la stagione per riconciliarsi, per guardare con tenerezza alla luce che è avanzata nonostante le ombre». Foto.

Il pomeriggio di domenica 24 settembre 2023 nel Duomo di Spoleto, in occasione dell’825° anniversario della dedicazione proprio della Cattedrale, è stato celebrato il Giubileo dei nonni e delle persone anziane. La cerimonia è iniziata sotto il portico della chiesa: Arcivescovo e presenti hanno varcato la Porta Santa e si sono sistemati all’interno per la celebrazione eucaristica. Una coppia e due ragazzi hanno portato la loro testimonianza. Maria Chiesa e Filippo Neri hanno raccontato il loro essere nonni, che è, hanno detto, «una grazia di Dio, un rinnovato impegno a continuare a trasmettere la fede. Noi nonni siamo più dolci con i nipoti e a volte li viziamo, ma ci rendiamo conto come il Signore sta agendo anche in questa nostra missione». Lorenzo (ministrante) e Luca (seminarista) hanno invece raccontato di come i nonni, specialmente le nonne, siano state fondamentali per la trasmissione della fede, la conoscenza della Chiesa e l’apprezzamento dei fratelli e delle sorelle».

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Nell’omelia mons. Boccardo si è così rivolto ai nonni e agli anziani presenti: «Voi avete già  percorso un lungo tratto di strada nella vita e, se vi voltate indietro, vedete tante cose belle realizzate, ma anche delle sconfitte, degli errori, qualcosa che, come si dice, “se tornassi indietro non rifarei”. Oggi però Signore ci raggiunge con una parola dolce, che invita ad accogliere con serenità e pazienza il mistero della vita e i suoi tempi, a lasciare a lui il giudizio, a non vivere di rimpianti e di rimorsi. Come se volesse dirci: guardate al bene realizzato lungo il cammino, fatelo crescere ancora: alla fine, il bene sarà più forte del male. La vecchiaia è un tempo benedetto da Dio – ha proseguito il Presule -, è la stagione per riconciliarsi, per guardare con tenerezza alla luce che è avanzata nonostante le ombre, nella fiduciosa speranza che il bene compiuto prevarrà sul male». Poi l’Arcivescovo ha sottolineato che il progetto più bello per i nonni è quello di diventare come l’albero bello e frondoso, di cui parla la Bibbia, dove gli uccelli vanno a fare il nido: è un albero che accoglie. «Dai nonni i figli e i nipoti realizzano i propri “nidi”, imparano il clima di casa e provano la tenerezza di un abbraccio. Si tratta di crescere insieme: l’albero verdeggiante e i piccoli che hanno bisogno del nido, i nonni con i figli e i nipoti, gli anziani con i più giovani». Infine, l’invito di mons. Boccardo a sconfiggere gli individualismi e gli egoismi per fa sì che «nelle nostre vite e nelle nostre famiglie non si emarginino gli anziani, che le nostre città e i nostri paesi non diventino concentrati di solitudine».  Al termine della Messa è stata recitata la preghiera dei nonni e delle persone anziane. È stato un bel momento di incontro e di preghiera di cui rendere grazie a Dio.

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